Spesso, a parità di livello in decibel, un rumore può essere più fastidioso di un altro. Allo stesso modo, quasi paradossalmente, in alcune situazioni un rumore può risultare più gradevole rispetto ad un altro, in quanto può essere percepito dall'ascoltatore come messaggero di un'altra qualità relativa all'oggetto che lo emette: è ad esempio abbastanza comune tendere a correlare il rumore emesso da una vettura sportiva, con la potenza sviluppata del motore della stessa. Al pari quindi delle altre caratteristiche di un prodotto come le prestazioni, la forma o il colore, anche la 'qualità' del rumore emesso può contribuire alla formazione del giudizio complessivo, che determina le scelta di un particolare prodotto, su una rosa di possibili candidati all'acquisto. Lo studio della 'qualità del suono' è un argomento relativamente complesso, che può però essere notevolmente facilitato da appositi tools, i quali consentono di visualizzare graficamente le caratteristiche salienti dei rumori, mediante l'utilizzo dei diversi parametri psicoacustici, come ad esempio il loudness, lo sharpness, la fluctuation, il roughness. Questi ed altri parametri, così come definiti nel noto 'Psychoacoustics' di Eberhard Zwicker e H. fastl, sono associati ad una serie di caratteristiche percepite dei suoni quali la 'sonorità', 'l'affilatura, la 'fluttuazione', 'l'asprezza'.
